Ottimizzare SSD

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  1. Ottimizzare SSD
  2. Disattivazioni da effettuare per Ottimizzare SSD

CONFIGURARE CORRETTAMENTE UN SISTEMA PER OTTIMIZZARE IL FUNZIONAMENTO DI UNA SSD

Vi stiamo per svelare alcuni trucchi per far si che la vostra SSD sfrutti il 100% delle sue capacità. Se non sapete ancora cos’è una SSD e qual è la differenza rispetto ad un HDD vi invitiamo a leggere il nostro articolo a riguardo che potete trovare qui. Iniziamo dunque sin da subito ad ottimizzare SSD per prolungare la vita dei nostri dispositivi.

Ottimizzazione veloce

Le SSD per funzionare correttamente e al massimo delle loro potenzialità hanno bisogno di qualche accorgimento a cui spesso i costruttori, o chi installa il sistema operativo, non danno la giusta importanza. A volte capita che SSD e HDD “convivano” nella stessa macchina e in tal caso per rendere il sistema il più performante possibile si devono modificare alcune impostazioni, vediamole assieme!

Settare al meglio le impostazioni per ottimizzare SSD

Una SSD non ha bisogno della deframmentazione, anzi, questa partica ne riduce drasticamente la vita; dunque va disabilitata per le SSD, mentre è consigliabile lasciarla attiva per gli HDD.

Nelle nuove versioni di  Windows, sarà sufficiente scrivere nella barra di ricerca vicino al tasto “start”, “Deframmenta e ottimizza unità”. In altri sistemi o nelle versioni precedenti a Windows 8 , le opzioni relative alla deframmentazione si trovano nel menù “Proprietà della periferica”.

Dopo aver dato l’invio nella scheda che si è appena aperta clicchiamo su “Modifica impostazioni”. Se nel PC è installata solo un’unità di memoria di tipo SSD allora basterà togliere la spunta che troviamo attiva di default su “Esegui in base ad una pianificazione”, altrimenti deselezioniamo tutte le unità SSD e lasciamo l’opzione attiva solamente per le unità di tipo HDD.

Ottimizzare SSD - Deframmenta e ottimizza unità

Il TRIM

Un fattore determinante per le prestazioni di una SSD è il TRIM. Il TRIM indica al sistema operativo quali parti del nostro SSD si sono liberate per poterle nuovamente utilizzare. Serve per assicurare affidabilità nelle performance: manteniamolo attivo.

In Windows 7, 8.1, 10 questo comando dovrebbe essere già attivo, in caso contrario si può impostare la modalità AHCI dal BIOS.

Per controllare lo stato del TRIM su Windows scriviamo nella barra di ricerca accanto al tasto “start” “Prompt dei comandi”, diamo l’invio e scriviamo (il copia-incolla è permesso) quanto segue: fsutil behavior query disabledeletenotify. Diamo l’invio.

Se sulla videata si legge “DisableDeleteNotify = 0” allora il TRIM è attivo, altrimenti se leggiamo “DisableDeleteNotify = 1” il TRIM è disabilitato.

Per attivarlo digitate: fsutil behavior query|set DisableDeleteNotify = 0.

Con questo comando attiverete il TRIM. Non è richiesto un riavvio del PC.

Se si dovesse invece possedere un dispositivo con MacOS allora è bene sapere che, con OS X 10.10.4, Apple ha ufficialmente aperto il supporto TRIM per i dischi SSD. Per abilitarlo non dobbiamo far altro che immettere nel terminale il comando: sudo trimforce enable. Diamo come sempre l’invio, immettiamo la password di amministratore e infine confermiamo l’attivazione: il TRIM sarà abilitato al successivo riavvio.

Ottimizzare SSD - fsutil behavior query disabledeletenotify
In questo caso è attivo

La RAM collabora all’ottimizzazione della SSD

Se si hanno più di 4 GB di RAM si può recuperare dello spazio disabilitando la gestione automatica del file di paging. Come fare? Apriamo una cartella, clicchiamo con il tasto destro del mouse sul computer e poi clicchiamo su “Proprietà”.

Andiamo in “Impostazioni di sistema avanzate”, nella sezione “Avanzate”, scegliamo “Prestazioni”. Nuovamente su “Avanzate” e infine su “Cambia”. Subito in alto si trova “Attiva la gestione del file di paging” a cui basterà togliere la spunta per disattivare la gestione automatica. Per completezza impostiamo a zero i valori del file di paging e confermiamo.  Questa operazione richiede un riavvio del sistema.

Ottimizzazione della cache

La cache gioca un ruolo fondamentale nel discorso prestazioni: abilitandola infatti la velocità della nostra SSD aumenterà.

Per attivare la cache in scrittura dobbiamo andare in “Gestione dispositivi”, tra gli strumenti di sistema in “Tutti i programmi”. Per Windows 8 e superiori basta invece cliccare con il tasto destro del mouse sul logo di Windows nella barra degli strumenti e selezionare la voce.

Qui cerchiamo “Unità disco” nel menù verticale e facciamo click destro sul nome della nostra SSD, selezioniamo “Proprietà”. Nel sottomenù “Criteri” troveremo quello che stiamo cercando. Assicuratevi che la prima opzione sia attiva e la seconda no.


Siamo arrivati fino a qui e se pensate siano tante cose di cui preoccuparsi mi spiace dirvi che siamo solo a metà. Ovviamente tutte queste non sono azioni di routine ma spesso e volentieri avvengono una tantum.
Entro poche ore/giorni sarà disponibile la seconda parte cliccando proprio qui sotto!

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