Anonymous – Guerra cibernetica in Ucraina

Il collettivo Anonymous negli ultimi giorni non sta lasciando spazio a malintesi, ha mantenuto fede alla parola data e sta assaltando tutti gli apparati tecnologici russi. Una volta schierandosi contro Putin non ha fatto altro che alzare l’asta della minaccia. A breve commentiamo insieme quello che è stato detto nell’ultimo video da parte di Anonymous nei confronti della Guerra cibernetica cui stiamo andando incontro.

Anonymous guerra cibernetica

Anonymous – Cyber War

Fra gli alleati Ucraini anche Anonymous

Contrariamente ad Elon Musk il quale aiuto è stato specificatamente chiesto da Fedorov, ministro della tecnologia ucraino. L’entrata in campo di Anonymous è stata completamente arbitraria. Infatti sin dai primi giorni e minacce avvertite contro l’Ucraina Anonymous, tramite post su twitter, ha marcato il territorio annunciando il suo pieno interesse affinché le questioni rimanessero solo teoriche.

Anonymous dichiara guerra alla Russia: "è l'inizio della nostra cyber war"

In realtà come sappiamo le cose non si sono assolutamente concluse con le sole minacce, al contrario si sono evolute peggiorando giorno per giorno. Ne consegue una risposta sempre più dura da parte del gruppo di hacker etici più importante al mondo.

Analisi delle tappe di Anonymous

L’entrata in guerra l’abbiamo appena sancita ma ora vediamo passo per passo quelle che sono le intenzioni e le azioni svolte dal collettivo in esame.

Procederemo basandoci su quelli che sono stati, ordinatamente, i tweet postati dal medesimo gruppo.

Several Russian government websites are down

24-02-2022

Questo il primo messaggio rilasciato dopo la decisione di schierarsi, altro non è che la proclamazione di avere serie intenzioni e di non lasciare nulla a caso. Insomma un avvertimento a Putin e ai russi che lo sostengono dimostrando di essere in grado di infiltrarsi negli apparati governativi.
Non tardano ad arrivare altre cadute di segnale e infiltrazioni varie, volte ancora, probabilmente, a dare dimostrazione di esserci.

Dopo questo messaggio ce ne sono alcuni informativi come l’orario in cui i russi avrebbero provato a insediarsi a Kiev. Insomma tramite i due principali account Anonymous comprende informazioni a tutto tondo.

In tarda serata il collettivo rilascia un nuovo tweet dimostrando serietà e lavoro costante. Alle 11.32 di sera il sito di propaganda alla guerra è stato buttato giù. In questo momento, o meglio da questo momento anche gli abitanti russi hanno iniziato a comprendere che le informazioni che i canali di comunicazione interni gli riportavano erano spesso ridotte o incomplete.

Da questo momento in poi le azioni diventano sempre più importanti. Mezz’ora più tardi siamo stati informati di un bombardamento su larga scala che la Russia stava preparando e che si sarebbe abbattuto su Kiev nelle ore a seguire. Questo ha dato modo di non essere completamente presi alla sprovvista.

Il giorno dopo non tarda ad arrivare un colpo grosso a partire da parte di Anonymous che tira giù il sito del ministro della difesa russa, probabilmente le conversazioni vengono a mancare. Soprattutto quando sette ore dopo crolla anche il database centrale.

“Anonymous ha operazioni in corso per mantenere i siti web governativi .ru offline, e per spingere le informazioni al popolo russo in modo che possa essere libero dalla macchina della censura statale di Putin.
Abbiamo anche operazioni in corso per mantenere il popolo ucraino online come meglio possiamo.”

Come sappiamo per ultimare l’aiuto dal punto di vista delle connessioni è intervenuto lo stesso Elon Musk con l’architettura starlink. Ma Anonymous fa comunque il suo, soprattutto dal punto di vista dell’offensiva russa.
Il 26 Febbraio più di 6 siti governativi russi sono down senza possibilità di riconnessione.

Un passo in avanti e maggiori preoccupazioni

26 Febbraio, ore 15.30

Dopo aver intercettato chiamate e ordini militari Anonymous passa alla seconda fase. Dopo aver intimato Vladimir Putin ad ascoltarli e fermarsi decidono di passare al contrattacco minacciando di far uscire fuori filmati documenti e prove di quello che c’è alle sue spalle. Da operazioni militari nascoste a ricatti e minacce fatte ad altri paesi dell’unione europea. Una politica di paura e sopprusi che deve terminare ora. Consigliando a Putin di ritirare le truppe ristabilire la pace e dimettersi.

Sono le 22.20 dello stesso giorno. Tutti i canali delle televisioni russe sono hackerate e il palinsesto di tutti i canali danno solo una cosa, un video che mostra quello che l’esercito russo sta realmente facendo in Ucraina e non solo quello che la propaganda faceva vedere fino al giorno prima.
Iniziano i moti contro la guerra anche nelle più grandi città russe.

Infine, per ora, cade il sito governativo russo. Il ministro russo non può più fare finta di niente e il gruppo di hacker etici ha dato dimostrazione delle sue capacità e competenze oltre che mostrato quelli che sono i suoi obiettivi.

Qualche plus da Anonymous in guerra

Un tweet di Ryan Gallagher riporta un “simpatico” avvenimento causato da un gruppo di hacker del collettivo Anonymous. Di seguito l’intervento tradotto con l’ausilio di Deepl seguito da alcuni screen in grado di provare quanto detto.

Si dice che Putin abbia uno yacht di lusso da 97 milioni di dollari chiamato “Graceful”. Un gruppo di hacker di Anonymous sabato ha trovato un modo per incasinare i dati del traffico marittimo e ha fatto sembrare che lo yacht si fosse schiantato sull’isola Snake dell’Ucraina, poi ha cambiato la sua destinazione in “inferno”:

Ryan Gallagher, tradotto con Deepl

Continua a seguirci per i prossimi aggiornamenti per rimanere informati sugli ultimi avvenimenti e cercare di comprendere i motivi dei nuovi movimenti e le scelte che vengono prese lungo il corso della guerra.

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